avventura [av-ven-tù-ra] [pl. -re s.f.]
  • Avvenimento inaspettato, fuori dall'ordinario e curioso.
Donnavventura [don-nav-ven-tù-ra] [pl. -re s.f.]
Programma televisivo che va in onda su Retequattro, con uno stile narrativo che coniuga il documentario e il reality di viaggio. Il programma mostra delle vere e proprie spedizioni compiute da alcune donne, protagoniste delle puntate.

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Ecco che sono partito ancora, questa volta per un bel pezzo. Quasi tre mesi. Al solo pensarlo mi tremano le ginocchia. Al solo dirlo a casa invece son tremati i muri. Tranquilli, dicono che esistano tecniche per alleviare la nostalgia che inevitabilmente attanaglia chi parte e chi resta. Quelle tecniche le ho fatte mie e le ho spiegate ai miei cari con la sicurezza e la ieraticità di un monaco zen: tutto scorre, il futuro diventerà passato, siamo su una grande ruota che tutto farà tornare, ecc. I miei allievi, cioè mia moglie e la mia piccola figlia, mi hanno seguito nel percorso formativo e hanno a loro volta elaborato tecniche comportamentali volte a elaborare la mia assenza.
Soprattutto mi chiede sempre dove sono, aumentando quella sensazione di precarietà che mi assale prima di ogni partenza. E come darle torto, i viaggi di Donnavventura sono sempre un zig zag per il mondo. I nostri piedi accarezzano la terra veloci, le gomme delle nostre auto disegnano linee lunghe come meridiani e noi siamo ovunque. Eppure alla fine si torna a casa. Si rivede quel mondo in tv. Io torno a essere il papà che gioca a fare il pirata in salotto. Mia moglie la finisce di mandarmi sms che iniziano con "egregio signore" e terminano con "distinti saluti". Tutto come prima, appunto. Tutto gira, come la vita. Come il mondo.
Mia moglie ha iniziato a darmi del lei e mia figlia ha iniziato a chiamarmi signore. Poi altri piccoli indizi come il mio cognome che scompare dal citofono o una mia foto in una cornice d'argento sul comò con accanto un mazzolino di fiori. Sono dettagli ai quali non do importanza. D'altra parte sono un viaggiatore, forse un po' troppo piccione, ma pur sempre un cittadino del mondo. Quindi lo sono anche per gli altri che lo sanno e si adeguano. Mia madre per esempio mi parla al telefono come fossi sempre dall'altro capo della Terra. Veloce per non farmi spendere. Anche quando le suono al citofono lei mi chiede se ci sono tsunami in vista o terremoti o guerre e mi chiede che tempo fa lì.
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